LeiScrive: Anna Dalton “L’apprendista geniale”

Edito da Garzanti

Il Longjoy College, prestigiosa scuola di giornalismo, è l’obiettivo raggiunto da Andrea Doyle per intraprendere il suo percorso verso il sogno di diventare una giornalista professionista.

Andrea è un personaggio che crea empatia con il lettore già dalle prime pagine, diciottenne nerd, rossa di capelli, un pò maldestra ma con un grande talento per la scrittura e una passione sfrenata per Star Wars.

Nella cornice di una Venezia dal fascino senza tempo, Andrea con sacrifici e spirito di iniziativa, trova la strada per essere sé stessa fino in fondo e per tenere fede a una promessa fatta alla madre Beth, stimata giornalista che non c’è più, ma i cui insegnamenti sono vivissimi nel suo cuore e nella sua memoria.

Parte bellissima e fondamentale della trama sono i legami che la protagonista instaura con un gruppo piuttosto singolare e indisciplinato di studenti. Il loro saper fare gruppo, il diventare l’uno per l’altro una famiglia, come e più di una famiglia vera, è la forza di questi determinati ragazzi.

C’è Uno, il fascinoso spagnolo con cui Andrea condivide la stanza, giovane ma con il piglio del leader innato, c’è Marilyn, dark lady folle ed esuberante, di cui Andre è l’innamorato perso e senza speranze, e infine Joker, appassionato di cinematografia, ermetico e intrigante, tanto da conquistare il cuore di Andrea al primo scambio di battute. Poi ci sono i fantastici bambini dell’asilo dove la protagonista lavora per sbarcare il lunario, esilaranti i dialoghi in cui gli “gnomi” prendono il possesso di alcune pagine del libro, rendendole incredibilmente spassose. Infine il mio personaggio preferito, George, il padre di Andrea, portinaio di hotel, figura amorevole e presente, uomo semplice, positivo e generoso.

La lettura di L’apprendista geniale fila via come un treno, alla velocità della luce. E’ un romanzo originale, una storia briosa, colma di cose belle, in cui i protagonisti sono i giovani di oggi, un pò forti e un pò fragili, testardi e ambiziosi, belli, bellissimi nella loro spontaneità.

“A tutti quelli che hanno imparato a essere resilienti. Che non significa solo sopportare. Vuol dire trasformare un dolore in una crescita. E il brutto in bello. Anche se sembra un azzardo pensarlo. Ma è solo attraverso gli azzardi che si raggiungono le stelle. Per aspera ad astra. Buon viaggio. Andrea Doyle. Anno primo. Longjoy International College”.

Tratto da L’apprendista geniale di Anna Dalton


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